
Il ponte era anche sopra le case
Il 28 aprile 1944 il bombardamento del viadotto di Piteccio colpisce duramente l’abitato sottostante. Parlare soltanto di un obiettivo ferroviario rischia di far scomparire il paese dalla scena: attorno e sotto l’opera vivono persone, e i danni coinvolgono case ed edifici della comunità.
La ricostruzione di Andrea Ottanelli riporta la testimonianza del parroco don Elio Ducceschi, che restituisce l’impatto del bombardamento sulla comunità. Il viadotto era una grande infrastruttura strategica, ma il paese sottostante era un luogo abitato: le due storie, quella militare e quella civile, non possono essere separate.
Fonti: Andrea Ottanelli e Renzo Zagnoni · La ricostruzione della Ferrovia Porrettana (estratto, Gli Ori) ↗
L’infrastruttura diventa un bersaglio
Nel luglio 1944 le distruzioni operate dai guastatori tedeschi colpiscono grandi viadotti del versante pistoiese. La cronologia bolognese ricorda Piteccio, Fabbrica e Fabbricaccia fra le opere fatte saltare tra il 24 e il 25 luglio. La linea si spezza in più punti.
Per comprendere l’effetto, è utile pensare alla ferrovia come a una catena. Non occorre distruggerla in ogni metro per interrompere il viaggio da un estremo all’altro: basta rendere impraticabile un passaggio indispensabile. Un ponte mancante o una galleria ostruita possono rendere inutilizzabile per l’attraversamento anche un lungo tratto di binario rimasto intatto.
Fonti: Bologna Online · Il ripristino da Bologna a Pracchia nel 1947 ↗
La riapertura non arriva tutta insieme
Il collegamento Bologna–Pracchia viene ripristinato il 5 ottobre 1947. Per la riapertura completa si deve attendere il 29 maggio 1949. Anche la ricostruzione, come l’apertura ottocentesca, ha una geografia progressiva: porzioni di ferrovia tornano disponibili mentre altrove i lavori continuano.
Ottanelli ricorda che la data conclusiva fu anticipata rispetto a una prima previsione di giugno. La stampa pistoiese annunciava l’evento come una grande festa. Dopo gli anni dell’interruzione, il ritorno del treno rendeva visibile la ripresa dei collegamenti e della normalità quotidiana, non soltanto il completamento di un lavoro tecnico.
Fonti: Bologna Online · Il ripristino da Bologna a Pracchia nel 1947 ↗ · Andrea Ottanelli e Renzo Zagnoni · La ricostruzione della Ferrovia Porrettana (estratto, Gli Ori) ↗
Ricostruire non significa copiare
La fotografia storica di Piteccio e quella del viadotto ricostruito mostrano strutture diverse. La continuità del percorso non implica la continuità materiale di ogni opera. Per leggere una ferrovia storica bisogna perciò chiedersi quali parti appartengano al primo impianto e quali alle trasformazioni successive.
I volumi pubblicati dalle Ferrovie dello Stato nel 1947 e nel 1949 documentano questo lavoro. Riproposti da Ottanelli e Zagnoni, mostrano che la rinascita della linea comportò riparazioni e nuove costruzioni. Tornarono i treni, ma una parte del paesaggio ottocentesco era perduta.
Fonti: Andrea Ottanelli e Renzo Zagnoni · La ricostruzione della Ferrovia Porrettana (estratto, Gli Ori) ↗ · Fondazione FS · Porrettana Express, contesto storico ↗